Diagnosi strumentale

La retina può essere osservata direttamente mediante strumenti ottici che illuminano l’interno dell’occhio ed ingrandiscono l’immagine attraverso potenti lenti. L’osservazione  avviene attraverso la pupilla opportunamente dilatata con colliri che inibiscono il riflesso alla luce.
Alcune di queste metodiche sono in uso sin dall’800.
Tuttavia la necessità di avere immagini oggettive, archiviabili per potere confrontare diverse fasi della malattia e seguirne l’evoluzione ha portato all’uso di metodiche strumentali di indagine quali:

OCT (TOMOGRAFIA A RADIAZIONE COERENTE) che dà una immagine della retina in sezione (come un esame istologico) consentendo di riconoscere spessore e morfologia dei vari strati retinici, presenza di fluido fra di essi o sotto le retina, presenza di  tessuto infiammatorio sotto e sopra la retina, rapporti fra retina e strutture contigue (vitreo, epitelio pigmentato e coroide).

CAMPO VISIVO (PERIMETRIA COMPUTERIZZATA) con cui si descrive l’ampiezza  della percezione visiva dello spazio dando una valutazione funzionale della retina ed evidenziando se si riscontrino settori retinici in cui la percezione luminosa sia ridotta od assente per la presenza di un danno legato alla patologia in esame.

FLUORANGIOGRAFIA che e’ uno studio fotografico della circolazione di un liquido di contrasto fluorescente, nei vasi della retina e della coroide, iniettato nel braccio e fotografato al suo passaggio nel circolo vascolare oculare. Questo esame studia tutte le patologie retiniche su base vascolare e infiammatoria.