Miodesopsie (Mosche volanti)

Le MIODESOPSIE o corpi mobili vitreali dette comunemente disturbo delle mosche volanti, sono un disturbo visivo caratterizzato dalla sensazione di guardare attraverso un fluido in cui fluttuano delle ombre scure di forma e dimensioni variabili che sfuggono quando si cerca di fissarle. Possono assomigliare a sciami o a ragnatele che si sovrappongono all’immagine senza nasconderla e sono tanto più evidenti quanto il fondo dell’immagine è chiaro e luminoso.
Quando si muove lo sguardo il corpi mobili seguono il movimento per tornare poi al punto di partenza.

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STRUTTURA DEL CORPO VITREO
La sensazione delle miodesopsie si genera nel corpo vitreo.
Questo è una massa gelatinosa che riempie tutta la cavità centrale del bulbo oculare ( circa 2/3 del volume totale ); è situato dietro il cristallino e si spinge indietro sino al piano retinico. Ha tre funzioni principali:
• La funzione ottica di trasmettere senza deviarli , i raggi che attraversano l’occhio per raggiungere la retina .
• La funzione meccanica di tamponamento della retina, ossia spinge la retina contro la parete dell’occhio aiutandola a sostenersi.
• La funzione di assorbimento delle sollecitazioni meccaniche legate ai movimenti degli occhi che non si ripercuotono così sul cristallino e sulla retina per interposizione di questa massa viscosa ed elastica.
Il corpo vitreo contiene scarse cellule ed è costituito in massima parte (99%) da acqua trattenuta da proteine miste a zuccheri (glicosaminglicani) e da acido ialuronico  che costituiscono una matrice viscosa che riempie gli spazi fra le fibrille di un finissimo reticolo tridimensionale di una proteina a lunga catena, il collagene.

LA DEGENERAZIONE DEL CORPO VITREO
Una serie di concause, metaboliche, ossidative, tossiche, è in grado di denaturare le proteine che precipitano non riuscendo più a trattenere l’acqua: il vitreo si liquefà progressivamente e l’impalcatura regolare di fibre di collagene ,destabilizzata, si abbatte collassando. Si formano così fibre più grosse derivate dall’intreccio di fibre più sottili, questi filamenti sono ora visibili e molto mobili poiché fluttuano in una matrice liquida.
Il vitreo si riduce di volume e si separa progressivamente dalla superficie della retina ; la sua funzione viene meno ed anzi , alcune fibre, ancorate ancora al bordo della retina possono sollecitarla meccanicamente sino a lacerarla qualora sia sottile.
La trazione sulla retina determina la sensazione di fugaci lampi di luce detti FOTOPSIE.

CAUSE DELLA DEGENERAZIONE VITREALE 
La principale causa delle miodesopsie è l’invecchiamento; i primi segni si avvertono dopo i 40 anni, nei miopi questo fenomeno si verifica anche con 10 anni di anticipo.
I difetti metabolici (diabete, insufficienza renale), i processi infiammatori locali, gli esiti di alterazioni vascolari della retina, i traumi, le intossicazioni da farmaci, la disidratazione, gli esiti di emorragie intraoculari o di interventi sull’occhio, sono le altre cause di degenerazione del vitreo.

TERAPIA DELLE MIODESOPSIE 
Una volta eseguito un accurato controllo del  fondo oculare  allo scopo di escludere lesioni circolatorie o degenerative della retina, occorre avere un atteggiamneto positivo nei confronti del disagio visivo, poiché esso in realtà non scomparirà ma verrà percepito con intensità sempre minore per una capacità di adattamento del cervello a “sopprimere “ queste immagini parassite.
E’ comunque consigliabile seguire una dieta ricca di aminoacidi, sali e vitamine che possiamo trovare negli alimenti vegetali, e magari integrarla con preparati a base di carnitina, lisina e arginina che sono gli aminoacidi che consentono la ricostituzione di collagene di tipo II (tipico del vitreo) e di bromelina, un estratto vegetale che inibisce l’azione di enzimi che attaccano il vitreo.
Gli integratori ad effetto antiossidante ed idratante del vitreo si possono associare ad un apporto suppletivo di vitamine del gruppo B cofattori nelle reazioni metaboliche.
Per ostacolare la fotoossidazione che è fra i principali meccanismi di invecchiamento del vitreo e per attenuare la visisbilità dei corpi mobili si consiglia di utilizzare gli occhiali da sole.
Non si ritiene infine proponibile, per la sproporzione fra il rischio ed il beneficio, la soluzione chirurgica del problema attuata mediante intervento di aspirazione del vitreo (vitrectomia) che viene impiegata solo quando la massa vitreale si opacizzi per commistione con sangue (emovitreo) o essudazione infiammatoria (ialite).