Patologie della superficie oculare

L’occhio è l’organo di senso deputato a percepire le onde luminose provenienti dall’ambiente, trasformarle in segnali elettrici nervosi e inviarle alla corteccia cerebrale ove il segnale viene decodificato e interpretato. E’ quindi aperto sull’ambiente, mobile, levigato e trasparente come un obiettivo fotografico. E’ dotato di strutture deputate a muoverlo, proteggerlo da luce, aria, polveri, sbalzi di temperatura, a mantenerlo lucido, trasparente perché la luce vi possa penetrare ed attraversarlo fino a proiettarsi sulla retina. Quindi, per la  qualità della visione  le strutture esterne all’occhio e la sua superficie sono determinanti.
Queste strutture vengono definite annessi oculari: sono i muscoli che muovono l’occhio, le palpebre che lo proteggono, la ghiandola che produce le lacrime, la  mucosa congiuntivale che riveste internamente le palpebre e la superficie del bulbo oculare per salvaguardare l’integrità della cornea, la lente trasparente che funge da “obbiettivo” dell’occhio.
L’occhio si sposta continuamente per inseguire le immagini che il cervello richiede di osservare, mosso da 6 muscoli; in mancanza del perfetto coordinamento di entrambi gli occhi su un obiettivo viene percepito uno sdoppiamento delle immagini  detto diplopia; questa circostanza si verifica a seguito di paralisi dei nervi che stimolano i muscoli o per infiammazione dei muscoli stessi.
Il malfunzionamento delle palpebre, per fattori che ne alterano la forma  o il movimento, produce alterazioni dell’ampiezza dell’apertura dell’occhio che appare semichiuso o spalancato determinando difficoltà di visione o sofferenza corneale.
Le palpebre infatti proteggono l’occhio e lo tengono costantemente umido distribuendo su di esso il fluido lacrimale. Quest’ultimo e’ prodotto dalla ghiandola  lacrimale, ma arricchito di sostanze oleose  mucose e da  anticorpi  prodotti dalla  mucosa congiuntivale e presenta una viscosità atta a ridurre l’attrito dei movimenti del bulbo, una superficie lipidica che ne evita l’evaporazione e capacità di difesa contro l’aggressione dell’occhio da parte di germi e sostanze tossiche dell’ambiente.
Fondamentale è infine l’azione di idratazione e nutrimento della cornea al fine di garantirne la trasparenza e la levigatezza.

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PATOLOGIA CONGIUNTIVALE
Venendo meno ai suoi compiti, la mucosa congiuntivale determina situazioni patologiche che alterano la funzione visiva per deterioramento della trasparenza della cornea.
Fra le più frequenti si ricordano le alterazioni dello strato lacrimale (film lacrimale) per scarsa produzione o per alterazione della composizione lacrimale (ipolacrimazione, dislacrimia, cheratocongiuntivite secca).
Comuni sono anche le condizioni infiammatorie della mucosa congiuntivale, acute e, più spesso, croniche che talora sono legate a patologie sistemiche (dismetaboliche, infiammatorie, dermatologiche o ORL) o agli effetti secondari di farmaci assunti  per curare l’ipertensione, le cardiopatie, gli squilibri ormonali, o a scopo ansiolitico o contraccettivo.
Un ampio gruppo di congiuntiviti è legato alle patologie allergiche stagionali, atopiche, alimentari, alle ipersensibilità ai farmaci e agenti inquinanti.
Si tratta  di patologie invalidanti che possono incidere pesantemente sulla  qualità della  vita anche per il loro protrarsi nel  tempo.
Le congiuntiviti infettive sono invece in genere a decorso  acuto, sostenute da agenti batterici, virali o micotici. Caratterizzate da un esordio brusco si esauriscono nel corso di una  settimana o poco più anche se, non raramente, tendono a cronicizzare. Numerose forme sono contagiose e si manifestano con epidemie stagionali diffuse specie nella popolazione infantile.

SINTOMI 
La sintomatologia della cosiddetta “sindrome secca“ che coinvolge tutta la  superficie oculare, è caratterizzata da fastidio, che può essere anche assai intenso , legato all’attrito fra palpebre ed occhio che innesca fenomeni irritativi ed infiammatori cronici con sensazione di sabbia, bruciore, arrossamento; si giungono a produrre erosioni della superficie corneale di natura meccanica con sensazione trafittiva, fastidio alla luce e calo della vista.

La congiuntivite allergica invece è caratterizzata da gonfiore delle palpebre, arrossamento intenso e prurito che può essere irrefrenabile, a motivo della liberazione di una sostanza irritante denominata istamina, da parte delle cellule del sistema immunitario presenti  nella mucosa e attivate dal contatto con un allegene. L’intensa lacrimazione e la fotofobia disturbano la  visione.

Nelle forme di congiuntivite infettiva si verifica invece la produzione di essudazione e secrezione catarrale o addirittura purulenta da parte delle cellule della mucosa acutamente infiammate. Le palpebre sono gonfie e la  mucosa appare congesta, ispessita con ipertrofia del tessuto linfatico; la secrezione confluisce con le lacrime e le intorbida ostacolando la visione; gli occhi sono doloranti, talora le ghiandole corrispondenti all’occhio, situate davanti all’orecchio e sotto la mandibola, sono tumefatte dolenti e si può associare febbre. Non raramente dopo la fase acuta, per la perdita delle cellule normalmente presenti nella mucosa, la congiuntiva rimane per lungo tempo atrofica, irritabile, la lacrimazione alterata e la visione confusa.

Anche le vie di deflusso della lacrime possono rimanere compromesse per ostruzione dei sottili dotti che convogliano il flusso lacrimale verso la cavità nasale; da ciò può derivare la loro permanente chiusura con ristagno delle lacrime che fuoriescono dall’occhio (epifora) o addirittura una infiammazione cronica con reflusso di pus  verso l’occhio e  formazione di  ascessi del sacco lacrimale (dacriocistite).

DIAGNOSI E TERAPIA
Gli annessi oculari sono accessibili ad una esplorazione  diretta  con opportuni sistemi di ingrandimento.
La quantità e la qualità delle lacrime vengono valutate utilizzando coloranti che consentono di evidenziare il film lacrimale ed il suo scorrimento, è possibile effettuare esami batteriologici su campioni di lacrime o su secrezione congiuntivale; è anche possibile ricercare specifici componenti biologici delle lacrime (lisozima) e misurare la loro densità. Si possono effettuare esami istologici su cellule prelevate con citologia a impressione.
Lo studio delle vie lacrimali di deflusso è una indagine radiologica classica o mediante TAC effettuata dopo iniezione di un liquido di contrasto. E’ possibile sondare il decorso dei canali lacrimali e verificare la loro pervietà mediante iniezione di fluido che viene ricercato nel faringe.
La mucosa congiuntivale è facilmente raggiungibile  per contatto da farmaci istillati  nell’occhio: si utilizzano sostituti e correttori della lacrime in caso di dislacrimia.
Il trattamento delle congiuntivite allergiche si basa su  farmaci antiinfiammatori ed antistaminici  adeguati alla natura acuta o cronica del disturbo.
Le infezioni si trattano con colliri antibiotici preferibilmente sulla scorta di un preliminare esame batteriologico con antibiogramma o scelti in base alla sintomatologia clinica.