Diabete e occhio

Il DIABETE MELLITO è un disordine del metabolismo degli zuccheri dovuto a:
• Relativa mancanza di insulina
• Insulino resistenza

Esistono due tipi di Diabete :
• TIPO I dovuto alla distruzione delle cellule beta del pancreas , con carenza di insulina ; il paziente deve assumere insulina
• TIPO II  con riduzione della secrezione di insulina dopo il pasto ed insensibilità dei tessuti all’azione dell’insulina ; in genere vi è sovrappeso od obesità.

La terapia si basa su tre punti fondamentali
• Modificazione Abitudini alimentari
• Modificazione stile di vita (fumo, esercizio fisico)
• Farmaci: stimolanti della secrezione di insulina, potenzianti la sensibilità dei tessuti all’insulina, inibenti l’assorbimento intestinale del glucosio insulina

Dopo anni di malattia con scarso compenso metabolico si assiste alla comparsa di complicanze croniche legate ad alterazioni dei grossi vasi (arteriosclerosi, infarto, ulcere agli arti) e del microcircolo  (retina, rene, nervi).

COMPLICANZE OCULARI DEL DIABETE
Il rischio di comparsa di complicanze oculari è in rapporto alla durata della malattia ed al grado di compenso metabolico; le prime alterazioni possono comparire gia dopo 5 anni dall’esordio della malattia; dopo 10 anni di malattia sono presenti nel 20% dei casi.

I primi danni oculari passano inosservati e non vengono comunque evidenziati da un esame della vista.
Per questo motivo il diabetico deve sottoporsi a regolari controlli oculistici per ricercare i primi danni circolatori.
Il diabete può produrre cataratta, paralisi dei movimenti degli occhi, atrofia del nervo ottico, alterazioni della retina, glaucoma.

CATARATTA 
Notevoli sbalzi della glicemia ripetuti nel tempo possono produrre modificazioni del cristallino con insorgenza rapida di miopia o di ipermetropia o con formazione di cataratta ad evoluzione rapida.
E’ possibile inizialmente correggere questi difetti con occhiali ma il loro progressivo peggioramento può condurre alla necessità di intervenire con un’operazione di cataratta talora in età giovanile.

PARALISI DEI MOVIMENTI OCULARI
Si manifestano con comparsa improvvisa di sdoppiamento delle immagini talora associato a senso di instabilità o di vertigini.
La paralisi dei centri nervosi che regolano i movimenti degli occhi è dovuta a cause circolatorie quali ischemie od emorragie circoscritte a livello cerebrale.
La diplopia che ne deriva può durare indefinitamente o risolversi dopo qualche tempo a seguito di terapie neurologiche e di trattamento ortottico.

ATROFIA DEL NERVO OTTICO 
E’ la più temibile complicanza oculare del diabete; può essere isolata od associata a retinopatia. Si sviluppa lentamente ed irreversibilmente per arresto della  circolazione a livello del nervo ottico e porta alla cecità progressiva.
Non si conoscono attualmente terapie valide.

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RETINOPATIA DIABETICA  
E’ legata ad alterazioni della parete dei piccoli vasi della retina di due tipi:
• Aumento della permeabilità con fuoriuscita di fluidi o di sangue: i capillari appaiono dilatati, compaiono emorragie sulla retina, dapprima puntiformi e poi estese anche a tutta la superficie; gonfiore della retina per ristagno di liquidi.
• Occlusione di vasi capillari con arresto della circolazione nei distretti retinici a valle; 
la sofferenza ischemica dei tessuti stimola lo sviluppo di nuovi capillari finalizzato a fornire di nuovo ossigeno. Purtroppo tali vasi sono difettosi per cui tendono a sanguinare e a diffondersi in maniera disordinata nell’occhio.
Ciò comporta la perdita di trasparenza dei fluidi interni dell’occhio che si intorbidano di sangue e la formazione di pieghe sulla retina trascinata dai vasi patologici.
L’estrema conseguenza di questi processi è il completo riempimento dell’occhio con sangue ed il distacco della retina con perdita della vista.
Si comprende dunque quanto sia importante cogliere i primi segni di questo processo per potere arrestarlo attuando trattamenti terapeutici efficaci.

Per controllare lo stato della circolazione retinica si utilizza la FLUORANGIOGRAFIA, un esame con cui si fotografa il sangue mentre scorre nei capillari della retina osservando la diffusione di fluidi nel tessuto o l’arresto della circolazione in zone circoscritte della retina.
Un altro esame, detto OCT, analizza lo spessore della retina che si modifica in seguito al gonfiore per ristagno di fluidi nel tessuto o per ischemia.

In base al risultato di questi esami si decide se, dove ed in che misura trattare la malattia retinica.
Il trattamento viene effettuato mediante un raggio LASER ARGON che è in grado di ridurre il gonfiore del centro della retina e di distruggere le aree senza ossigeno la cui sofferenza innesca il meccanismo della RETINOPATIA DIABETICA PROLIFERANTE .
Si tratta di sedute ambulatoriali in cui si effettuano, a cicli, delle piccole bruciature sulla retina ; il trattamento provoca un leggero fastidio ma non dolore.
Quando tuttavia la gelatina vitreale contenuta nell’occhio è completamente torbida non si ha una visione sufficientemente nitida dell’interno dell’occhio per potere usare il laser; si ricorre pertanto ad un intervento chirurgico definito VITRECTOMIA mediante il quale si aspira l’umore vitreo torbido e si asportano i capillari proliferanti dalla retina .
Nel corso dell’intervento si completa la fotocoagulazione laser trattando tutte le aree malate e si può iniettare nella cavità dell’occhio olio di silicone per stabilizzare la retina e tamponare le emorragie .
Con queste metodiche si ottiene di arrestare la progressione della malattia e di evitare il distacco della retina con la conseguente perdita della vista, sacrificando tuttavia le zone retiniche ischemiche che danno luogo a cicatrici che influiscono sull’ampiezza del campo visivo e sull’acutezza visiva.
Va ricordato infine che nel paziente diabetico le trombosi venose della retina e le ischemie sono più frequenti e caratterizzate da prognosi negativa.

GLAUCOMA 
La retinopatia diabetica proliferante nella sua forma più avanzata può dare luogo alla diffusione di capillari anomali anche nella parte anteriore dell’occhio sino ad occludere le vie di deflusso dell’umore acqueo dall’occhio .
Si instaura in tal modo una condizione di aumento della pressione oculare talora molto marcato che si definisce glaucoma neovascolare.
Questo squilibrio della pressione oculare non risponde ai classici trattamenti farmacologici, e necessita di terapia chirurgica specifica ed in alcuni casi di enucleazione del bulbo per i sintomi dolorosi che determina.

Da quanto descritto si deduce la fondamentale importanza della prevenzione della 
retinopatia diabetica che si attua mediante il controllo metabolico della malattia.

LE PIU’ IMPORTANTI VARIAZIONI DELLO STILE DI VITA CHE IL DIABETICO DEVE IMPOSTARE POSSONO  ESSERE COSI’ RIASSUNTE:

• RIDURRE DRASTICAMENTE L’ASSUNZIONE DI GRASSI ANIMALI , BURRO E ZUCCHERI .
• LIMITARE L’ASSUNZIONE DI ALCOOL ED EVITARE IL CONSUMO DI SUPERALCOOLICI 
• RIDURRE IL SOVRAPPESO
• AUMENTARE L’ATTIVITA' FISCA
• SMETTERE DI FUMARE
• EVITARE GLI STRESS
• MANGIARE AD INTERVALLI REGOLARI IN MODO VARIO ED EQUILIBRATO
• TRATTARE OPPORTUNAMENTE L’IPERTENSIONE ARTERIOSA E CONTROLLARE LA FUNZIONE RENALE .

Solo su questa base si inserisce il discorso del trattamento farmacologico che altrimenti è destinato a scarso successo.